Scorci di Poesia – Glimpse of Poetry


Novembre

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Si… Si… Piano… Piano…

Come il mare in Novembre

Silenzioso e tenebroso

Come i passi del furtivo

Come le foglie che cadono dall’albero

Come il puledro che scuote la chioma

E le stelle che bisbigliano nel cielo…

Un silenzio talmente grande… Che il vuoto,

Rimarrebbe stupito dal fragore di un battito di ciglia.

Man Inward

Il Bimbo nella Quercia

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La quercia secolare impiega 30 anni a maturare

Il papavero rosso nel fosso, dopo un anno riappare

L’ematocita fa respirare, dopo 120 giorni deve cambiare

Ed il sole che tanto brilla, altri 5 miliardi per non esser più stella

Ma la natura non è cosa certa, cambia si ma non in fretta

Eccezion fatta per virus e batteri, covid ed altri a cambiare son seri

Ma l’uomo allora come fa a cambiare? Se per ogni vita differente è maturare?

In lui da dentro la spinta sale

ed ancor prima accorgersi deve, di quel bambino che sta male

E se cura alcuna non è breve

il tempo scorre in fretta e furia in questo mondo colmo di paura

Trovare IL posto è cosa necessaria, perché affondare non è la cura

Ma allora se il tempo è relativo ed ogni uomo ha la sua strada

Non si cresce con l’imperativo,  lasciar si dovrebbe che ognuno vada

E se del doman’ non vi è certezza, “Lollo” scrisse della felicità il destino

Tempo troppo a pensar stramazza, meglio usarlo per tornar bambino.

Man Inward


Viaggio

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Viaggio…

Perché il finestrino è lo schermo ed il paesaggio il film

Viaggio…

Così ad ogni chilometro l’anima si alleggerisce, il pensiero si placa

Viaggio…

Perché i pensieri continui e tormentosi, si fermano se aspetti il treno

Viaggio…

Perché nuovi odori e visioni lavano via il cuore dalle scorie rabbiose

Viaggio…

Anche solo per scappare un po’ da me stesso, nei momenti che non ti sopporti più

Ancora viaggio…

E vorrei non scendere mai, eterno vagare senza meta

Infine viaggio…

Ma scelgo sempre i soliti posti, perché è più semplice ciò che si conosce di ciò che ci è estraneo. Allora prendo la mente, penso, immagino, creo e continuo a viaggiare…

Man Inward


Il Peso Oscuro

Image produced by Grok AI

Blocco nel petto

di cemento è l’effetto

Di fumo si veste di grigio

E ti opprime con un pigio

Che in dentro lui va verso

Così facile lui si è perso

Solo vaga per il viaggio

Ma si sente un po’ un ostaggio

Del mostro che l’opprime

Lui si fissa e scrive rime

Una parola tira l’altra

Ogni frase è molto scaltra

Che la mente con l’ingegno

Crea bugie se c’è del maligno

Dopo tutto, vero è anche questo

Che a far bene, non è mai presto

Man Inward


In Pasto ai Demoni

Qui vive l’immagine

della sconfitta…

Della solitudine…

Della inefficienza…

Della rabbia…

Della sofferenza…

Dell’impotenza…

Della vergogna

Come demoni, stanno dentro e insieme a me

Vogliono il loro pasto, vogliono me

Ed essere reali

Man Inward


Abbastanza

Non importa cosa faccio e come,

Non sono abbastanza…

Non ha senso impegnarsi più del dovuto, andare a fondo alle cose,

Tanto, non sono abbastanza…

Cambiare, rimanere uguali a prima, un nuovo lavoro una nuova città…

Tanto non sei ancora abbastanza…

Una nuova partner, un nuovo amico una nuova famiglia,

Tanto non sarai mai abbastanza…

Un nuovo corpo atletico, una nuova laurea, un altro corso di perfezionamento,

Non sono abbastanza…

Una spiritualità nuova, una religione nuova, una nuova filosofia,

Non sei ancora abbastanza…

Niente di ciò che faccio, inglobo, ingurgito, penso, creo, vedo, chiedo, propongo, sono… lo sento A Bastare, a sufficienza…

Non sono a Bastare.

Man Inward


Black Gioia

La calibro, ma infine sboccia

Ome acqua sgorga goccia a goccia

Contenuta gioia al complimento

Mi sento pieno e felice dentro

Forse un sogno o forse aiuto

Il talento non mi è mai piaciuto

Testa bassa e pedalare

Ma questa è arte, non la si può spiegare

Allora la luce nella.tua voce

M’ha regalato un attimo di pace

Da queste tenebre un freddo grido

Come un Joker impazzisco e rido

Però piano, quasi muto

Faccio finta non si accaduto

Stringo a me un felice sogno

Che rimane fermo, in un freddo stagno.

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